Strumenti compensativi e misure dispensative: cosa sono ed esempi
Chi ha un disturbo specifico dell’apprendimento (dislessia, disgrafia, disortografia, discalculia) ha diritto a studiare con gli strumenti adatti. Lo dice la legge 170 del 2010, e le linee guida del 12 luglio 2011 spiegano come metterla in pratica, a scuola e all’università.
Le parole che tornano sempre sono due: strumenti compensativi e misure dispensative. Si confondono spesso, ma sono cose diverse. Qui trovi cosa sono, l’elenco con gli esempi, come funzionano il PDP a scuola e le richieste all’università.
La differenza in una riga
| Cosa fanno | Esempio | |
|---|---|---|
| Strumenti compensativi | Sostituiscono o rendono più facile una prestazione resa difficile dal disturbo | La sintesi vocale legge il testo al posto tuo |
| Misure dispensative | Ti esonerano da una prestazione che, per il disturbo, è particolarmente difficile e non migliora l’apprendimento | Non leggere ad alta voce in classe |
Le linee guida lo dicono così: gli strumenti compensativi sono «strumenti didattici e tecnologici che sostituiscono o facilitano la prestazione richiesta», le misure dispensative sono interventi che permettono di «non svolgere alcune prestazioni» che, a causa del disturbo, «risultano particolarmente difficoltose e che non migliorano l’apprendimento».
Nessuno dei due è un “aiutino”: servono a mettere alla pari, in modo che a contare sia quello che sai, non quanto velocemente leggi o scrivi.
Gli strumenti compensativi: l’elenco
Le linee guida citano come esempi la sintesi vocale, il registratore, i programmi di videoscrittura con correttore ortografico, la calcolatrice, e strumenti meno tecnologici come tabelle, formulari e mappe concettuali. Nella pratica, la lista si allunga:
| Strumento | Cosa compensa | Esempio d’uso |
|---|---|---|
| Sintesi vocale | La lettura: trasforma un compito di lettura in un compito di ascolto | Ascoltare il libro o gli appunti invece di leggerli |
| Registratore | Il dover prendere appunti mentre si ascolta | Registrare la lezione e riascoltarla a casa |
| Videoscrittura con correttore | Gli errori di ortografia e la scrittura a mano | Scrivere un tema al computer |
| Calcolatrice | Il calcolo a mente | Usarla nei problemi di matematica e fisica |
| Tabelle e formulari | La memoria di formule, regole, tabelline | Il formulario di fisica durante la verifica |
| Mappe concettuali | L’organizzazione e il recupero dei concetti | Una mappa della lezione da consultare all’interrogazione |
| Libri digitali e audiolibri | La lettura di testi lunghi | Il libro di testo in PDF, letto dalla sintesi vocale |
| Dettatura vocale | La scrittura | Dettare le risposte invece di scriverle |
| Caratteri ad alta leggibilità | La fatica visiva della lettura | Testi più grandi, più spazio tra le righe, sfondo tenue |
Per chi ha la dislessia, dicono le linee guida, gli strumenti compensativi sono soprattutto quelli che trasformano la lettura in ascolto.

Le misure dispensative: l’elenco
Le misure dispensative non danno uno strumento in più: tolgono un compito, o lo adattano. Le più comuni:
- non leggere ad alta voce in classe e non essere valutati nelle attività dove la lettura è la prestazione valutata;
- non copiare dalla lavagna e non prendere appunti sotto dettatura veloce;
- tempo in più nelle verifiche: in mancanza di indicazioni più precise, le linee guida considerano ragionevole circa il 30% in più;
- meno esercizi a parità di obiettivi, invece di più tempo;
- interrogazioni programmate, invece che a sorpresa;
- valutare il contenuto e non la forma negli scritti: gli errori di ortografia non devono abbassare il voto.
- Un programma per ogni strumento
- Mappe da costruire a mano dopo ogni lezione
- La sintesi vocale legge, ma non è la voce del docente
- Tutti gli strumenti in uno Spazio DSA
- Mappa per la verifica pronta dalle lezioni
- Il karaoke con la voce vera del prof
A scuola: il PDP
A scuola strumenti e misure si scrivono nel PDP, il Piano Didattico Personalizzato. Lo prepara il consiglio di classe insieme alla famiglia, sulla base della diagnosi, entro il primo trimestre. Secondo le linee guida deve contenere almeno:
| Cosa contiene il PDP | |
|---|---|
| Dati dello studente e tipo di disturbo | Dalla diagnosi |
| Attività didattiche personalizzate | Come si lavora in classe |
| Strumenti compensativi | Quali, e in quali materie |
| Misure dispensative | Quali, e in quali materie |
| Forme di verifica e valutazione personalizzate | Come si fanno le verifiche e come si valutano |
Un consiglio: porta al consiglio di classe un elenco degli strumenti che usi davvero, materia per materia. È molto più facile scrivere un buon PDP partendo da quello che funziona già.
All’università
La legge 170 vale anche all’università. Le linee guida chiedono agli atenei di:
- concedere tempo supplementare fino a un massimo del 30% in più agli esami, oppure una riduzione quantitativa delle prove scritte;
- permettere gli strumenti già usati a scuola: registrazione delle lezioni, testi in formato digitale, sintesi vocale, computer con correttore ortografico;
- privilegiare le prove orali rispetto a quelle scritte, tenendo conto del profilo dello studente.
Per chiederli ci si rivolge al servizio per gli studenti con disabilità e DSA del proprio ateneo, presentando la diagnosi. Ogni università ha la sua procedura e i suoi tempi: conviene informarsi all’inizio del corso, non la settimana prima dell’esame.

Come scegliere gli strumenti giusti
Non esiste una lista uguale per tutti. Qualche criterio pratico:
- Parti da quello che ti costa più fatica: leggere, scrivere, ricordare le formule, organizzare i concetti.
- Provali con calma, prima delle verifiche: uno strumento usato per la prima volta il giorno del compito rallenta invece di aiutare.
- Concorda le mappe con il docente: molti chiedono solo parole chiave, senza frasi, e vogliono vederle prima della verifica.
- Tieni l’elenco aggiornato: quello che ti serve in prima superiore non è quello che ti serve all’università.
Gli errori più comuni
- Pensare che usare gli strumenti sia “barare”: sono un diritto previsto dalla legge.
- Chiederli troppo tardi, a ridosso degli esami.
- Mappe per la verifica troppo piene, con frasi intere: diventano un riassunto e il docente non le accetta.
- Usare la sintesi vocale solo per studiare e mai per ripassare: ascoltare due volte un argomento aiuta a fissarlo.
- Non dire al docente quali strumenti si useranno alla verifica.
Fonti
- Legge 8 ottobre 2010, n. 170, Nuove norme in materia di disturbi specifici di apprendimento in ambito scolastico. Normattiva
- MIUR, Linee guida per il diritto allo studio degli alunni e degli studenti con disturbi specifici di apprendimento, allegate al DM 12 luglio 2011, n. 5669: §3 (strumenti e misure), §3.1 (PDP), §4.3.1 (dislessia), §6.7 (università). PDF
- Questa guida spiega le regole generali: per il tuo caso fanno fede la diagnosi, il PDP e il regolamento del tuo ateneo.
Verba Manent mette gli strumenti compensativi in un posto solo
Gli strumenti in ordine: in aula, dopo la lezione, per la verifica, per il docente.
La voce vera del prof con le parole che si illuminano.
Un A4 con parole chiave e formule, con nome e classe.
Il foglio per il PDP o per l'università.
