DSA all'università: diritti, tempo in più e come chiederli
Alle superiori c’era il PDP, scritto dal consiglio di classe. All’università non c’è un consiglio di classe e nessuno ti cerca: sei tu a dover chiedere quello che ti spetta. La buona notizia è che la legge 170/2010 vale anche qui, e ogni ateneo ha un servizio dedicato.
In questa guida trovi cosa spetta a uno studente con DSA all’università, quale diagnosi serve, come funzionano test d’ingresso ed esami e i passi per fare la richiesta. Se ti serve prima il quadro generale, c’è la guida agli strumenti compensativi e alle misure dispensative.
Cosa prevedono le regole
Le linee guida nazionali del 2011 (paragrafo 6.7, dedicato agli atenei) chiedono alle università di:
| Cosa | In pratica |
|---|---|
| Tempo in più agli esami | Fino a un massimo del 30% in più, oppure meno esercizi a parità di obiettivi |
| Strumenti già usati a scuola | Registrazione delle lezioni, testi in formato digitale, sintesi vocale, computer con correttore ortografico |
| Prove orali | Privilegiarle rispetto agli scritti, tenendo conto del profilo dello studente |
| Test d’ingresso | Tempo in più, non oltre il 30% |
Ogni ateneo traduce queste regole in un suo regolamento: chi contattare, che moduli servono, quali tempi. Per questo è importante leggere quello della tua università.
La diagnosi: quale serve
Per avere le misure serve una diagnosi (certificazione) di DSA rilasciata dal Servizio sanitario nazionale o da specialisti e strutture accreditate dalla Regione.
| La tua diagnosi | Di solito |
|---|---|
| Fatta da maggiorenne | Vale per tutto il percorso universitario |
| Fatta da minorenne | Va aggiornata se ha più di tre anni |
| Fatta da un centro non accreditato | Può non essere accettata: chiedi al servizio del tuo ateneo |
Le regole precise cambiano da regione a regione e da ateneo ad ateneo: il servizio DSA della tua università ti dice se la tua diagnosi va bene così.
Test d’ingresso
Per i corsi a numero programmato e per i test di accesso (come i TOLC) gli studenti con DSA hanno di norma il 30% di tempo in più, spesso un’aula dedicata e una calcolatrice non scientifica. Di solito non sono ammessi mappe, formulari o dizionari.
Quello che conta è il bando del test: dice cosa chiedere, entro quando e con quali documenti. La scadenza per la richiesta è spesso prima della scadenza per l’iscrizione al test, quindi muoviti per tempo.
Gli esami
Una volta iscritto, le misure per gli esami si concordano con il servizio DSA. Le più comuni:
- tempo in più, fino al 30%, oppure meno domande a parità di obiettivi;
- sintesi vocale e computer con correttore negli scritti;
- mappe concettuali e formulari, se previsti e concordati con il docente;
- prova orale al posto dello scritto, quando possibile;
- valutazione del contenuto e non dell’ortografia.
In molti atenei il servizio prepara un documento con le misure (alcuni lo chiamano «scheda operativa» o «progetto personalizzato») e lo manda ai docenti. Ma il passo più utile resta tuo: scrivi al docente prima dell’esame, presentati e conferma come si svolgerà la prova.

I servizi dell’ateneo
Oltre alle misure per gli esami, molte università offrono:
- tutor alla pari: studenti più grandi che aiutano a prendere appunti, a preparare gli esami, a leggere e scrivere nelle prove;
- consulenza per il metodo di studio;
- materiali in formato digitale;
- in alcuni atenei, esonero dalle tasse per gli studenti con DSA certificato (la Sapienza di Roma, per esempio, esonera dalle tasse universitarie di primo e secondo livello).
I passi, in ordine
- Trova il servizio DSA del tuo ateneo: di solito si chiama «Servizio disabilità e DSA» o «Inclusione».
- Controlla la diagnosi: chiedi se va bene così o se va aggiornata.
- Registrati al servizio con la diagnosi, appena ti iscrivi (o prima del test d’ingresso).
- Chiedi le misure per test, esami e tutor, rispettando le scadenze.
- Contatta i docenti prima di ogni esame.
- Rinnova la richiesta se il tuo ateneo la chiede ogni anno.
- Un programma per ogni strumento
- Mappe da costruire a mano dopo ogni lezione
- La sintesi vocale legge, ma non è la voce del docente
- Tutti gli strumenti in uno Spazio DSA
- Mappa per la verifica pronta dalle lezioni
- Il karaoke con la voce vera del prof
Studiare all’università con un DSA
Le misure agli esami aiutano, ma la differenza la fa il metodo durante il semestre:
- registra le lezioni (è uno strumento previsto, ma avvisa il docente) e riascoltale invece di rileggere pagine di appunti;
- una mappa per lezione, fatta il giorno stesso: alla fine del corso hai già il materiale per ripassare. Qui trovi come fare le mappe concettuali;
- ripassa a intervalli, poco ogni giorno, invece di tutto la settimana prima;
- allenati con il tempo dell’esame, compreso il 30% in più: sapere quanto tempo hai per domanda toglie ansia.
Gli errori più comuni
- Aspettare il primo esame per contattare il servizio DSA.
- Dare per scontato che la diagnosi delle superiori vada bene.
- Non leggere il bando del test d’ingresso, e perdere la scadenza per le misure.
- Presentarsi all’esame senza aver avvisato il docente.
- Rinunciare alle misure per paura di essere giudicati: sono un diritto, e i docenti sono abituati.
Fonti
- Legge 8 ottobre 2010, n. 170. Normattiva
- MIUR, Linee guida per il diritto allo studio degli alunni e degli studenti con DSA, allegate al DM 12 luglio 2011, n. 5669, §6.7 «Gli Atenei». PDF
- Sapienza Università di Roma, Regolamento servizi disabilità e DSA (2025): diagnosi, test d’ingresso, tutor alla pari, esonero dalle tasse. PDF
- Tecnica della Scuola, DSA e università: tutela e servizi agli studenti (2020). Articolo
- Ogni ateneo ha il suo regolamento: per il tuo caso fanno fede quello e il bando del test.
Verba Manent mette gli strumenti compensativi in un posto solo
Gli strumenti in ordine: in aula, dopo la lezione, per la verifica, per il docente.
La voce vera del prof con le parole che si illuminano.
Un A4 con parole chiave e formule, con nome e classe.
Il foglio per il PDP o per l'università.
